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21 ottobre 2009
I contrappassi di Alemanno

La posizione contraria del Sindaco Alemanno in merito a coppie di fatto e matrimoni gay è già nota. Spiace che la tiri fuori sempre come contrappasso di norme contro discriminazioni e omofobia quasi a voler dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Con queste affermazioni il Sindaco sembra volersi autogiustificare per fare il suo dovere contro le discriminazioni e di fatto fa apparire in autentico questo impegno.

Nei confronti di omofobia e transfobia il Campidoglio non può assumersi solo impegni di facciata o di stampo sicuritario. È fondamentale contrastare la cultura dell’odio e della violenza che si alimenta anche della perdurante apartheid legislativa che colpisce gay lesbiche e trans e di queste affermazioni che negano diritti e uguaglianza sulla base di presupposti ideologici.

Sorge spontanea la domanda perché se gay, lesbiche trans non devono essere discriminati in quanto tali si può poi tollerare che siano poi soggetti a una profonda discriminazione legale rispetto al riconoscimento dei lori affetti e dei loro legami? In base a quale logica l’amore tra due persone dello stesso sesso che decidano di sposarsi può essere giudicato non meritevole di tutele e diritti pari a quello delle coppie eterosessuali, quando non addirittura dannoso per la società.

Nessuno spirito democratico può sinceramente accettare questa profonda ingiustizia tanto più che la presenza di norme di uguaglianza in gran parte dei Paesi europei dimostra coi fatti che nessun rischio sociale, morale o civile è connesso all’uguaglianza.

Sui diritti contro la discriminazione e la violenza omofoba e transofoba non si possono ammettere i “ma anche” soprattutto in un momento in cui questi fenomeni appaiono in preoccupante crescita soprattutto a Roma.
Andrea Maccarrone
Pesidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
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