20 novembre 2009
Uccisa Brenda
Nella giornata del
Transgender day of Remembrance, in ricordo di tutte le transessuali vittime della violenza,
Brenda, una delle transessuali coinvolte nell’affaire Marrazzo,
è stata ritrovata priva di vita, il corpo carbonizzato, nella propria abitazione.
I media hanno parlato dapprima di un suicidio, successivamente questa ipotesi è stata accantonata dagli stessi investigatori che stanno compiendo le indagini. Pochi giorni fa Brenda era stata coinvolta in una rissa durante la quale le era stato
sottratto il cellulare. Nella sua abitazione gli inquirenti hanno trovato
il suo computer immerso nell’acqua. Tutto questo fa presupporre che la sua morte non sia stata casuale ne un’aggressione “occasionale”, bensì
l’eliminazione di una persona scomoda, che sapeva più di quello che ha detto e lasciato intendere.
Ma a prescindere dal risultato delle indagini in corso, che ci auguriamo portino all’individuazione di uno o più colpevoli, e, se ce ne sono, di uno o più mandanti, quello che
ci preme sottolineare ancora una volta è la terribile condizione di vita delle persone transessuali, spesso vessate e minacciate addirittura da coloro che dovrebbero invece caso mai al massimo controllarle ed eventualmente, come nel caso di Brenda, tutelarle.
Pur non essendo né colpevoli né tantomeno indagate, sono proprio le persone transessuali che da questa storia ne escono, se ancora sono vive, drammaticamente massacrate.
Ci auguriamo che almeno questa volta, di fronte ad una ennesima
morte così atroce, tutti abbiano almeno il coraggio di una seria riflessione, questo soprattutto per le istituzioni a cui rivolgiamo il suggerimento ad una maggiore conoscenza del fenomeno e delle possibili risposte per aiutare e tutelare migliaia di cittadini e cittadine facili bersagli di discriminazione e odio.
Andrea Berardicurti
Segreteria Politica Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli