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14 gennaio
Il pilastro del machismo

Un pilastro del machismo e dell’omofobia è diventato un luogo amico per i gay. La polizia britannica risulta infatti ai primi posti nella speciale graduatoria pubblicata annualmente nel Regno Unito sui posto di lavoro migliori per omosessuali e lesbiche. Stilata da Stonewall, un’associazione per i diritti dei gay, la classifica mette la società informatica Ibm in cima alla lista dei migliori datori di lavoro per gli omosesuali, ma già in seconda posizione c’è un corpo di polizia, quella della contea dell’Hampshire. E le forze dell’ordine di altre regioni, dal Kent al Merseyside alle West Midlands, compresa la celeberrima polizia londinese meglio conosciuta con il nome della sua sede storica, Scotland Yard, figurano tutte nella top 20.

E’ una situazione ben diversa da quella degli anni Settanta, quando la polizia era considerata in questo paese una delle istituzioni simbolo della cultura machista e dei sentimenti anti-omosessuali. Ancora sei anni or sono, nessuna forza di polizia britannica era entrata nella graduatoria di Stonewall. Poi l’aria è mutata. "Negli ultimi cinque anni ci sono stati una serie di cambiamenti significativi nel modo in cui le forze di polizia svolgono il loro ruolo di datori di lavoro", commenta Ben Summerskill, direttore di Stonewall. "Le discriminazioni anti-gay stanno tramontando anche in questo ambiente".

La classifica, giunta alla sesta edizione, viene compilata attraverso visite ufficiali di rappresentanti dell’associazione ai vari datori di lavoro e anche attraverso questionari anonimi inviati a Stonewall dai dipendenti omosessuali delle varie società private o istituzioni pubbliche.

Tra le aziende private che hanno riportato quest’anno buoni risultati in questa speciale graduatoria compaiono la società Ernst&Young, al terzo posto, e la banca d’investimento Goldman Sachs, al quinto. Brendon Riley, presidente della filiale britannica della Ibm, si è detta estremamente orgogliosa del primo posto in classifica: "La diversità fa parte del nostro carattere, della nostra identità e del nostro successo", ha dichiarato. "E’ nel nostro Dna".

Fonte: La Repubblica