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14 luglio
Salviamo la Gabi

Nel ciclone che sta sconvolgendo la nostra società, accanto alle storie dei molti e dei gruppi – gettati allo sbaraglio dalla chiusura di aziende e fabbriche, o da ll’emigrazione all’estero di attività – si inserisce anche la vicenda di due donne.

Giornaliste quotate a Milano, a un certo punto della loro carriera hanno deciso di dare corpo a un sogno sociale e politico: aprire una libreria che non fosse solo un esercizio commerciale, ma un centro culturale polifunzionale (cinema , teatro, concerti, corsi).

La libreria GABI, presente nel IX Municipio di Roma , dal 1975, con i suoi ampi spazi, accoglienti e dalle molteplici possibilità, rappresentava la sede giusta per realizzare il loro progetto. Così Flaminia e Marinella (le “Gabi”), rilevano l’azienda nell’aprile del 2004 con l’intento di svolgere un ruolo culturale e sociale rivolto ai cittadini del quartiere S. Giovanni e non solo, con una particolare attenzione per le donne.

Dopo una lunga serie di appuntamenti “da Donna a Donna ”, organizzati gratuitamente e dedicati all’auto- aiuto, che hanno visto la partecipazione di molte donne di diversa provenienza, appartenenza e residenza , sono seguite tante iniziative molto apprezzate, anche dalla stampa: eventi, formazione, informazione, cineforum, dibattiti, spettacoli teatrali, cabaret, corsi sul benessere psicologico e fisico, oltre, naturalmente, alla quotidiana attività libraria .

Ma il business ha regole ferree, principi e dinamiche che non si possono ignorare e che lasciano poco spazio all’idealismo. La libreria Gabi , ha ormai i giorni contati. Lo squilibrio nei conti, aggravato dalla crisi economica e dalla crisi cronica del settore del libro, ha definitivamente segnato il rosso e ha cominciato a scorrere il conto alla rovescia dello sfratto esecutivo.

A meno di non trasformare una libreria in un mercato di prodotti di consumo, con i libri non si fanno grandi affari, soprattutto oggi che tutto scorre e corre sempre più velocemente. Soprattutto oggi che per comprare un libro bastano pochi clic su internet.

Eppure la lettura è come il fiume che deposita particelle nella sua corsa verso il mare: nel tempo nuove terre emergono, formate da materiali trasportati da luoghi lontani. Nuovi saperi che si formano grazie ad informazioni ed emozioni che si stratificano lentamente nella società. Nuova conoscenza sulla quale costruire nuovi progetti, un nuovo futuro, una società migliore.

Ora, lo sforzo di sollecitare l’attenzione sullo stato della libreria Gabi, è richiesto per non far fallire l’ennesimo progetto culturale e dare un aiuto concreto a queste donne che finora hanno cercato di realizzarlo. Inoltre, occorre recuperare spazi che possano diventare anche strade nuove per l’occupazione, luoghi di incontro fra le generazioni, arene di confronto e di crescita .

Mantenere in piedi il progetto della Libreria Gabi , vuol dire attivarsi affinchè il tessuto socio-culturale di una parte di Roma, non venga ulteriormente impoverito, minando sempre più la possibilità dell’aggregazione e del confronto e della crescita intellettuale. Perchè la cultura fa bene.

Ti chiediamo di dare un contributo economico. Per contribuire e rispondere all’appello della Libreria Gabi non è necessario diporre di grandi somme: basta un piccolo “aiuto” (l’equivalente di un pacchetto di sigarette, di una pizza…) pensate a un puzzle, tanti piccoli tasselli fanno un grande puzzle!

Sito: www.libreriagabi.it
La Libreria Gabi tel. 06 70452498-9
Per contributi:
GABI INTERNATIONAL SRL
c/o Banca Sella – IBAN IT95J0326803208052878381790
oppure puoi versare un contributo in qualsiasi ricevitoria sulla nostra PostePay carta postepay n.
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