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27 gennaio 2008
La cura della memoria

Collettiva d’arte per la Giornata della Memoria

Con il patrocinio di:

· Alessandro Portelli, Delegato del Sindaco del Comune di Roma per la Memoria;
· Comune di Roma - Assessorato alle Politiche per la semplificazione, la comunicazione e le pari opportunità;
· Provincia di Roma;
· Regione Lazio - Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport.

Espongono: Davide Cocozza, Francisco Córdoba, Barbara Cortese, Ludovico Cortese, Cristiano Gabrielli, Valeria Patrizi, Salvatore Previti, Raffaella Simone, Damiano Tullio.

Performance: Francisco Córdoba, voce, e Michele Locuratolo, piano.


In occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio 2008 il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, in collaborazione con l’Associazione Culturale “Utopia…”, ha organizzato presso la Galleria d’Arte di Francisco Córdoba una mostra collettiva dal titolo “La Cura della Memoria”.

Lo spazio, ubicato nel popolare quartiere Monti, si trova a pochi passi dalla lapide che ricorda le vittime del porrajmos dei Rom, Sinti e Camminanti attuato dal Terzo Reich (“porrajmos” nella lingua dei Rom significa "divoramento"). Consapevoli della necessità di ricordare la tragedia dello sterminio di comunità e gruppi (i rom, i disabili, gli omosessuali), e insieme agli ebrei vennero giudicati inferiori e quindi indegni di vivere, pensiamo che l’arte possa essere il giusto mezzo per rielaborare l’incubo riportandolo al nostro quotidiano e offrendolo al giudizio di tutti.

Ecco perché “la cura della memoria” vuole essere inteso in una duplice accezione. Da un lato si fa riferimento al ricorso alla memoria come antidoto e medicamento nei confronti dell’ignoranza di chi non sa, dell’indifferenza di chi non comprende e della malvagità di chi fa finta di non sapere. Tra noi tutti che siamo venuti dopo costoro favoriscono consapevolmente e inconsapevolmente la perdita del senso della storia, rinnovando il pericolo della prevaricazione, dell’annullamento delle diversità, della caduta in irrazionali sogni di potenza da cui svegliarsi in un bagno di sangue.

Dall’altro si intende l’esercizio della memoria come racconto, narrazione, espressione e meditazione intorno al passato al fine della conservazione del passato stesso. In questo senso “curiamo” la tragedia, il dolore e il dramma tramandandolo, consegnandolo ad altri testimoni, come sacro dovere, obbligo morale che spetta ai figli dei sommersi e dei salvati.

Attraverso la creazione la memoria ridiventa attuale e può parlare un linguaggio comprensibile a tutti. Attraverso materie, vissuti individuali, memorie personali, e soggettivi percorsi di ogni artista, il tema iniziale viene proposto alla sensibilità dei visitatori, generando la necessaria sensazione e riflessione.
La diversità degli artisti che espongono alla mostra è la pacifica alternativa che vogliamo opporre ad ogni tentativo perpetrato da qualsiasi potere forte di negare la convivenza tra singole identità e affermare il mito malato di una razza superiore e di un mondo squallidamente uniforme e monocromo.
La nostra personale e silenziosa resistenza vuole utilizzare la sola arma di uno spazio che sia luogo di poesia e di riflessione, aperto a chiunque voglia percorrere i diversi itinerari a ritroso proposti dagli artisti partecipanti nel collettivo trauma dell’olocausto.

Durante l’inaugurazione della mostra si terrà la performance poetica Respiravo momenti d’attesa di Francisco Córdoba accompagnato al pianoforte da Michele Locuratolo.


Dove: presso la Galleria d’Arte in Via degli Zingari n. 39
Quando: inaugurazione domenica 27 gennaio alle 18,00. La mostra rimarrà aperta fino al 10 febbraio