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4 novembre 2008
Walter Cialtroni

A proposito delle dichiarazioni dell’onorevole Binetti su omosessualità e pedofilia interviene il segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, e con il suo approccio buonista e un “ma anche” prova a metterci una pezza. Le opinioni della Binetti non esprimerebbero la posizione del Partito in tema di omosessualità ma “un parere, nel caso della recente intervista dell’onorevole Paola Binetti, sbagliato. Ma al tempo stesso credo che in un grande partito come il nostro non possano esistere reati d’opinione o processi per idee che vengono espresse. Mi stupisce che su queste dichiarazioni si sia creato una così grande polemica”.

A noi, le affermazioni del segretario del PD Veltroni non stupiscono, ma ci lasciano letteralmente senza parole.

La posizione di un partito e una qualsiasi formazione politica su una questione delicata e centrale come diritti civili e discriminazioni non può rimanere lettera morta di una carta dei valori ma deve necessariamente declinarsi in comportamenti e posizioni coerenti. Quando sono in discussione i principi fondamentali di identità e appartenenza a una società civile e democratica non possono valere sofismi e distinguo assurdi basati su una malintesa concezione della libertà di opinione che sfocia nel qualunquismo.

Il Filosofo liberale Karl Popper sosteneva che la Società Aperta è aperta a tutti tranne che agli intolleranti. E di posizioni intolleranti e irrispettose parliamo nel caso delle dichiarazioni dell’onorevole Binetti.

Contrariamente a quanto sostiene Veltroni la posizione del partito democratico sull’omofobia non appare per nulla chiara, dal momento che al suo interno sono ammesse posizioni omofobe di una gravità e pesantezza che non si ritrovano neppure in partiti di estrema destra, e che in altri paesi europei trovano posto solo nelle patrie galere e non certo nei grandi partiti riformisti e di sinistra.

Veltroni non può fare ogni volta come Ponzio Pilato, lavandosene le mani, anche perché appare evidente che le posizioni “private” di una deputata della Repubblica hanno sempre un risvolto pubblico. Con credibilità il Partito Democratico vuole contrastare l’omofobia quando suoi parlamentari la alimentano?

In proposito ricordiamo le polemiche sollevate anche da Veltroni sulla candidatura di un personaggio come Ciarrapico nelle fila del PDL, oppure sulle dichiarazioni di Calderoli e islam e simili. Ciò che vale per gli avversari politici deve chiaramente esser valido anche per loro stessi.

Polemicamente ci chiediamo sarebbe stata la medesima reazione se un parlamentare del PD avesse espresso un pensiero così chiaramente discriminatorio per altre minoranze? O, al contrario, di sostegno alla Camorra? Ci viene da pensare che anche le posizioni del segretario Veltroni siano affette da incrostazioni omofobe per cui esistono discriminazioni di serie A e discriminazioni di serie B. Tematiche di serie A e di serie B.

Se questa rimarrà la sua posizione prenderemo atto che il Partito Democratico più che un partito è divenuto un ridicolo circo, in cui ognuno fa la sua divertente parte in commedia, e suggeriamo al segretario il nome d’arte di Walter Cialtroni. Decisamente più appropriato al ruolo di domatore di pappagalli cui si è autorelegato!

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli