Mentre a New York si prepara la prossima sessione della Commissione ONU sulla condizione delle donne, incaricata di promuovere la parità di genere a livello globale, lo scorso mercoledì, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che prende una direzione opposta rispetto alle recenti scelte degli Stati Uniti.
Il testo contiene una sere di raccomandazioni che l’UE dovrebbe perseguire in Commissione, tra cui l’accesso libero all’aborto e misure contro l’odio online rivolto alle donne.
Il punto che ha suscitato maggiore attenzione è la richiesta di riconoscere pienamente le donne transgender come donne, considerandolo un elemento imprescindibile nel contrasto alla violenza di genere.
La risoluzione invita gli Stati a impegnarsi attivamente nella tutela della diversità, dell’uguaglianza e dell’inclusione e propone la creazione di un sistema efficace per vigilare e contrastare il regresso democratico e quello sui diritti delle donne. Denuncia inoltre l’azione dei movimenti anti-genere e anti-diritti, che attraverso disinformazione e propaganda stanno erodendo le basi democratiche e attaccando in modo mirato i diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+.
Evidenzia anche la necessità di sostegno finanziario alle organizzazioni LGBTQIA+ e l’importanza dell’accesso a servizi di salute mentale per le giovani donne e le persone LGBTQIA+.
Mario Colamarino, Presidente del CCO Mario Mieli, commenta: «La risoluzione approvata dal Parlamento europeo rappresenta un passo indispensabile per riportare al centro del dibattito pubblico i diritti umani, l’autodeterminazione e la dignità di tutte le donne, comprese le donne transgender. In un momento storico in cui disinformazione e retoriche d’odio tentano di minare la coesione sociale e i progressi ottenuti, è più che mai necessario che le istituzioni europee affermino con chiarezza la loro posizione.
Noi continueremo a sostenere queste battaglie, perché la tutela delle persone LGBTQIA+ non è un tema marginale, ma un indicatore della salute democratica delle nostre società. Chi attacca questi diritti sta attaccando la democrazia stessa. L’Europa deve restare un faro di libertà e uguaglianza.»





