Il 27 gennaio ricordiamo la liberazione di Auschwitz, nella Giornata della Memoria. Ma questa memoria rischia ancora troppo spesso di essere selettiva e incompleta: una memoria che costruisce gerarchie tra le vittime del nazifascismo, come se solo alcune vite fossero degne di essere ricordate.
Questa cancellazione non è innocente. È una scelta politica, che decide chi ha diritto alla memoria pubblica e chi può essere relegatə all’oblio. Ricordare tutt3 significa rompere questa selezione, rifiutare una memoria addomesticata e comoda. Perché ogni rimozione nel passato prepara nuove violenze nel presente.
La memoria, per noi, è un atto politico e non è negoziabile. Oggi ricordiamo anche gli stermini che la storia ha provato a cancellare: le persone omosessuali perseguitate e marchiate con il triangolo rosa, il Porrajmos – il genocidio di Rom e Sinti – Aktion T4: il programma di eliminazione delle persone con disabilità. Vite considerate “indegne di essere vissute” dal progetto nazifascista.
Corpi eliminati due volte: prima dallo sterminio, poi dal silenzio e dalla mancata riparazione storica e politica. Ancora oggi, in Italia, Rom e Sinti non sono riconosciuti come minoranza; ancora oggi le memorie LGBTQIA+ e delle persone con disabilità restano ai margini del racconto ufficiale.
Per questo oggi saremo in piazza, come ogni anno, insieme a diverse associazioni romane, per ricordare gli Stermini Dimenticati: a Piazzale Ostiense, alle ore 18.30, davanti all’opera “Tutti potenziali bersagli”.
La Legge n. 211 del 2000 istituisce il Giorno della Memoria, ma continua a escludere molte vittime dell’orrore nazifascista. Scendiamo in piazza per chiedere una memoria davvero inclusiva, capace di riconoscere tutte le forme di odio, discriminazione e violenza.
Ricordare significa scegliere da che parte stare, difendere le memorie scomode e impedire che l’odio venga normalizzato di nuovo. Non come esercizio teorico, ma come responsabilità nel presente: perché i genocidi non appartengono solo al passato.
Il “mai più” può esistere solo come promessa collettiva: per tutt3, senza eccezioni, gerarchie o doppi standard.





