La morte di Charlie Kirk, uomo del MAGA (Make America Great Again) tra l3 giovani statunitensi, da anni protagonista del dibattito pubblico e noto per le sue posizioni d’odio verso la comunità LGBTQIA+, ha subito catalizzato l’attenzione internazionale. Da una parte chi difende Kirk per il suo coraggio di dire quello che pensava – come se avessimo bisogno dell’ennesimo uomo bianco cis ricco a dirci la sua sui diritti civili; dall’altra chi esulta perché un fomentatore di odio, violenza e repressione è morto.
È di poco fa la notizia che il presunto assassino è stato arrestato: il 22enne Tyler Robinson, attivista dell’ultradestra USA. Ha sparato al collo di Kirk da un tetto a 200 metri di distanza con una precisione da cecchino esperto. Poi è saltato giù ed è scappato nel bosco, dove avrebbe abbandonato l’arma.
Sui proiettili trovati dentro al fucile, sarebbero state incise delle “frasi che riconducono all’ideologia antifascista e transgender.”
Parole che vogliono dire tutto e niente. Verranno condotte ulteriori indagini per capire il motivo di quelle scritte che tanto fanno pensare ad un depistaggio ai danni delle solite minoranze? Ce lo auguriamo.
Perché quello che ci sembra necessario analizzare in tutta questa storia è quanto facilmente vengano additate le solite persone contro cui l’ideologia suprematista lotta costantemente, quando si cerca un colpevole. Questo meccanismo non solo distorce la realtà: soprattutto mette a rischio la sicurezza e la dignità delle comunità già marginalizzate, aggravando la spirale di esclusione e violenza contro cui lottiamo ogni giorno, con ogni sforzo collettivo.
Continua a stupirci anche la facilità con cui chiunque subisca un attentato venga immediatamente considerato un eroe: non è servito molto per elevare un uomo che sosteneva ideologie razziste, abiliste, omolesbobitransfobiche e machiste a paladino della libertà di espressione.
Per questo ricordiamo la responsabilità collettiva dei media e del dibattito pubblico nel non prestarsi a logiche sensazionaliste e di continuare a respingere ogni tentativo di criminalizzazione della nostra comunità con fermezza e verità.





