La vittoria del NO al referendum è una buona notizia per tutt3, ma soprattutto per chi ogni giorno lotta per vedere riconosciuta la propria dignità, la propria identità, i propri diritti.
Non era scontato. Non era facile. Ma era necessario.
Come Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Muccassassina siamo stati tra i primi nella comunità LGBTQIA+ a dire chiaramente che questa battaglia non riguardava solo un quesito tecnico, ma il futuro delle minoranze in questo Paese. Avevamo visto il rischio: che dietro parole apparentemente neutre si nascondesse un arretramento pericoloso, un colpo ai diritti e all’equilibrio dei poteri dello Stato.
Una giustizia giusta e autonoma è a tutela di tutte e tutti, ma soprattutto di chi fa parte di una minoranza: indebolirla significa esporre le persone più vulnerabili a maggiori rischi e discriminazioni.
Per questo abbiamo scelto di non restare in silenzio. Di schierarci. Di dire NO.
Oggi possiamo dirlo con forza: avevamo ragione a mobilitarci. Questa vittoria è il frutto di una presa di coscienza collettiva. La Costituzione non si tocca!
Dichiare il presidente del Circolo Mario Mieli e portavoce del Roma Pride, Mario Colamarino:
“Questa non è solo una vittoria referendaria, è una vittoria politica e culturale. È la dimostrazione che quando i diritti vengono messi in discussione, la società civile risponde. Difendere la Costituzione significa difendere la libertà, l’uguaglianza e la dignità di tutte e tutti, soprattutto di chi appartiene a una minoranza.
Oggi diciamo con chiarezza che non accetteremo nessun passo indietro: continueremo a vigilare, a mobilitarci, a costruire uno spazio pubblico più giusto e inclusivo. Questa vittoria è un punto di partenza, non di arrivo.”
È anche un messaggio politico chiaro: questo risultato parla a chi oggi governa. Le politiche del governo guidato da Giorgia Meloni sono lontane dal Paese reale che oggi si è espresso. Un Paese che chiede più diritti, più libertà, più uguaglianza.
Dopo una sconfitta così netta, la presidente del Consiglio e il suo governo di destra dovrebbero trarne le conseguenze.
Ora lo diciamo ancora più forte: il 20 giugno scendiamo tutt3 in piazza per il Pride. Sarà una grande manifestazione di libertà, di difesa della Costituzione, di orgoglio e di lotta.
Non ci fermeremo qui. Continueremo a lottare, ogni giorno, per un’Italia più giusta, più libera, più nostra.
Perché i diritti non si negoziano. Si difendono. Insieme.





