Roma, 3 aprile 2026 – Nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, il Roma Pride sceglie di radicare il proprio messaggio nei valori fondativi della Costituzione: libertà, uguaglianza, dignità e autodeterminazione. Principi nati dalla Resistenza e dalla lotta antifascista, che hanno posto le basi della nostra democrazia e che oggi, più che mai, devono essere difesi, praticati e resi pienamente esigibili.
Il tema politico del Roma Pride 2026 si sviluppa a partire da questa eredità: la Costituzione non è solo un riferimento simbolico, ma è uno scudo per tutt3 noi, un patto vivo tra istituzioni e cittadinə, che va difeso ogni giorno per garantire libertà e diritti a tuttə. Spesso disatteso per molte soggettività, in particolare le personeLGBTQIA+, continua a essere violato da discriminazioni, violenze e dal mancato riconoscimento dei diritti di chi più ne ha bisogno.
In un contesto internazionale segnato dall’avanzata delle destre e da attacchi sempre più espliciti ai diritti delle persone LGBTQIA+, con un accanimento particolare verso le soggettività trans e non binarie, il Roma Pride richiama l’urgenza di una risposta politica forte e collettiva. Dall’Europa al contesto globale, assistiamo a un tentativo sistematico di cancellazione, marginalizzazione e negazione dell’esistenza delle nostre comunità, come dimostrano le politiche illiberali di governi come quello di Viktor Orbán in Ungheria o di Trump negli Stati Uniti.
In Italia, questo clima trova espressione nelle scelte del governo guidato da Giorgia Meloni, che ha più volte assunto posizioni ostili sui diritti civili: dalla negazione del riconoscimento delle famiglie omogenitoriali agli attacchi all’educazione alle differenze, fino al mancato avanzamento di misure efficaci contro le discriminazioni e per il pieno riconoscimento delle identità trans e non binarie.
È in questo scenario che il Roma Pride rilancia con forza una visione alternativa di società: aperta, plurale, laica, intersezionale, profondamente democratica e antifascista. Una società che non esclude, non gerarchizza e non cancella, ma riconosce e valorizza le differenze come elemento costitutivo della convivenza civile e della democrazia stessa.
Lo slogan scelto dal Coordinamento Roma Pride per il 2026, “La Repubblica è di chi la abita”, afferma una concezione concreta e plurale della cittadinanza. La Repubblica non è un’entità astratta né un’identità chiusa: è uno spazio vissuto quotidianamente da chi lo abita, da chi lavora, ama, studia, migra, cresce figli e si prende cura, da chi esiste, semplicemente. È una rivendicazione politica chiara: i diritti non si concedono, si riconoscono, e devono essere garantiti a tuttə, senza esclusioni.
«A ottant’anni dalla nascita della Repubblica – dichiara Mario Colamarino – sentiamo il dovere di riaffermare con forza il legame tra Costituzione e diritti reali. La nostra Carta nasce dall’antifascismo e dalla lotta contro ogni forma di oppressione: tradirne lo spirito significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile o marginalizzata. Oggi assistiamo a un arretramento preoccupante sul piano dei diritti e delle libertà: per questo il Pride torna a essere, con ancora più determinazione, uno spazio di resistenza, proposta e visione».
«“La Repubblica è di chi la abita” – prosegue Colamarino – è uno slogan che parla di presenza e appartenenza. Le persone LGBTQIA+ abitano questo Paese, contribuiscono alla sua crescita e ne sono parte integrante. Eppure continuano a essere escluse da pieni diritti: dal matrimonio egualitario al riconoscimento delle famiglie, dalla tutela contro le discriminazioni alla libertà di autodeterminazione delle persone trans e non binarie. Questa esclusione non è più accettabile. Per questo realizzeremo una campagna di comunicazione che metterà al centro i volti, le storie e le vite delle persone della nostra comunità, restituendo concretezza a questo messaggio: la Repubblica è davvero di chi la vive ogni giorno. Una campagna che racconterà la nostra Italia reale, plurale e resistente, e che darà voce a chi troppo spesso viene invisibilizzato, trasformando lo slogan in esperienza condivisa e riconoscimento collettivo».
In un tempo segnato da derive autoritarie, guerre e da tentativi di restringere gli spazi di libertà, il Roma Pride rilancia con forza i valori antifascisti e pacifisti su cui si fonda la Repubblica italiana, riaffermando che non esiste democrazia senza uguaglianza sostanziale, né libertà senza diritti.
Perché la Repubblica, per essere davvero tale, deve appartenere a tuttə.
MANIFESTO
Il Roma Pride è inoltre orgoglioso di annunciare che il manifesto ufficiale dell’edizione 2026 è stato realizzato da Ellekappa, una delle firme più autorevoli e riconoscibili della satira e della cultura italiana. Colamarino dichiara: «Siamo profondamente grati ed emozionati per come Ellekappa abbia accettato immediatamente di mettere la sua arte, il suo segno e la sua visione al servizio della comunità LGBTQIA+. In un momento storico complesso, attraversato da venti regressivi e da un clima culturale spesso ostile alle differenze, sentire accanto a noi figure come Ellekappa è motivo di orgoglio, forza e speranza. La sua vicinanza non è solo artistica, ma culturale e politica: un gesto di difesa dei diritti, della libertà e della dignità di tutte e tutti».
Il manifesto firmato da Ellekappa non è solo un’immagine: è un messaggio, una presa di posizione, un gesto di alleanza e comunità. È per noi un grande onore poterlo condividere con la città di Roma e con tutto il Paese.
Ci vediamo in piazza il 20 giugno con la grande parata.





