Le principali società scientifiche italiane lanciano un allarme chiaro sul DDL Schillaci–Roccella che pretende di intervenire sui percorsi sanitari delle persone trans* e gender diverse, in particolare dell3 minori. Un appello condiviso dal coordinamento nazionale di associazioni e collettive trans, che chiede di fermare una deriva pericolosa e ideologica.
Divers3 professionist3 della salute denunciano criticità gravi: il rischio concreto è quello di limitare o ritardare l’accesso alle cure, imponendo passaggi burocratici inutili e dannosi, come l’obbligo di autorizzazione del Comitato Etico Nazionale per ogni singolo caso. Un meccanismo che allunga i tempi, aumenta le barriere e mette a rischio la salute e il benessere delle persone coinvolte.
La comunità scientifica è netta: l’assistenza sanitaria per le persone transgender deve basarsi sulle evidenze scientifiche e sulle linee guida internazionali già esistenti, non su paure morali o campagne ideologiche portate avanti da una politica bigotta.
Continuare a ignorare la scienza significa trasformare la salute in terreno di scontro politico, sacrificando vite reali in nome di una presunta “tutela” che in realtà produce esclusione e sofferenza.
Non è una questione di opinioni, perché quando si parla di salute, l’unico riferimento possibile è la scienza. E va ascoltata.





