A dieci anni dall’approvazione della legge sulle unioni civili, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ricorda una conquista storica ottenuta grazie a decenni di lotte del movimento LGBTQIA+ italiano.
Il 20 maggio 2016 l’Italia approvava la legge n. 76, la Legge Cirinnà, introducendo per la prima volta il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso. Un passaggio importante, che ha cambiato concretamente la vita di tante persone.
«Dieci anni fa parlammo di una vittoria a metà, e purtroppo avevamo ragione», dichiara Mario Colamarino, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. «Le unioni civili hanno rappresentato una conquista fondamentale, ma ancora oggi le famiglie arcobaleno non vedono pienamente riconosciuti i propri diritti. In Italia manca ancora il matrimonio egualitario, manca una legge contro l’omolesbobitransfobia e continua l’accanimento contro le famiglie omogenitoriali e contro le persone trans. Per questo il Pride continua a essere necessario: perché oggi più che mai serve una risposta collettiva contro ogni tentativo di riportarci indietro».
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli a dieci anni dall’approvazione, sottolinea la necessità di rilanciare una nuova stagione di diritti, autodeterminazione, laicità e uguaglianza per tuttɜ.





