Per la nostra comunità, la salute mentale non è mai stata solo una questione individuale.
Quando lo Stato ci ha ignorat3, abbiamo costruito reti di sostegno reciproco. Abbiamo creato spazi sicuri, luoghi di ascolto, e di cura collettiva.
Perché sappiamo che non si tratta di “fragilità individuale”: sono le discriminazioni, l’omolesbobitransfobia, la precarietà sociale ed economica a generare sofferenza. È il sistema a renderci vulnerabili e poi a colpevolizzarci.
Invece, oggi ricordiamo che la salute mentale è un diritto di tutt3. E che la nostra comunità ha sempre saputo trasformare la solidarietà in resistenza e la vicinanza in possibilità di vita.
Perché nessunə dovrebbe affrontare il peso dello stigma da solə.





